Buona vita caro Papà!

PapàBuona vita caro Papà!

 

Papà.
Sopra ogni cosa sei mio padre.
Un padre tanto amorevole… e tanto amato!

Quante volte mi sono sentita chiedere: “Com’è essere la figlia di Celentano?” …tu per me non sei Celentano. Sei, naturalmente, mio padre.
Non ho mai saputo rispondere a quella domanda, forse perché per me non è importante.

Mentre è importante tutto quello che sono oggi e che ho imparato da te: onestà, giocosità, allegria, fiducia, lealtà, semplicità, senso del dovere, etica, spiritualità e bontà.

Sei un papà che mi ha insegnato a premiare le cose giuste piuttosto che punire un errore.

Mi hai insegnato a camminare, non solo metaforicamente, ma anche letteralmente, ad avere portamento.

Io da piccola avevo le gambe a X e portai fino a 11 anni le scarpe correttive.
Da adolescente mi vergognavo, così tu mi hai accompagnato a superare il mio cruccio e ad allenarmi per camminare in modo eretto, elegante, deciso, con un ritmo giusto, né troppo lento né troppo veloce, ricordandomi però di non tralasciare mai la femminilità.

Mi hai incoraggiato sempre, anche quando non eravamo d’accordo su qualcosa, lasciavi a me l’ultima scelta; avevo la possibilità di sbagliare.
Senza sentirmi per questo meno amata.

Perché, sbagliando s’impara.

Sei soprattutto stato un esempio, in ogni piccola cosa, dal gioco al lavoro, nei sentimenti, con gli amici, in famiglia, sul palcoscenico.

Sei sempre tu. Uno. Coerente sempre a se stesso, costi quel che costi. Talvolta pagando un prezzo fin troppo salato! Ma non ti sei mai arreso, hai sempre affrontato tutto a testa alta. Perché sapevi che a spingerti è sempre e solo la tua buona fede.
Non ti fai sopraffare dai momenti difficili, anzi, sembra quasi che ti spronino a dare di più… ti stimo anche per questo.

“Il lavoro nobilita l’uomo e allontana dai cattivi pensieri” – dicevi.

Quando io e miei fratelli eravamo adolescenti, per un periodo dopo la scuola e prima dei compiti, facevi fare una pausa ai nostri dipendenti e per 3 ore facevi fare a noi i lavori di casa; stirare, lavare i panni, rastrellare il giardino, pulire i vetri di casa, fare la lavatrice, la lavastoviglie, sistemare gli armadi, etc. etc.

Dovevamo capire il senso nobile del lavoro e non dar per scontato che, vista la nostra posizione privilegiata, ci fosse tutto dovuto.

Mi hai insegnato a volermi bene, ad apprezzarmi, a saper ridere dei difetti e delle debolezze in modo che nessuno potesse ferirmi, o rendermi triste o insicura.
“Sii tu la prima a prenderti in giro. Gioca, perché il gioco aiuta a capire, a crescere, a stemperare, a confrontarsi, a migliorare. Senza il fardello dell’ansia da prestazione. Non prenderti sempre e troppo sul serio” – dicevi.

Ho chiesto a te come si facevano i bambini, come si fa l’amore. E mi hai risposto sempre con tatto e cautela, adeguatamente alla mia età e quanto fossi in grado di capire in quel momento.

Mi hai sempre consolato.

Mi hai sempre detto la verità, anche se certe verità erano dure da sopportare.
“Chiediti se veramente vuoi sapere la verità, perché la verità può essere scomoda o dura a volte – mi dicesti – perchè sappi che ogni volta che mi chiederai qualcosa, ti dirò sempre la verità.”

Più crescevo e più le mie domande, per un padre, erano impegnative, ma tu sapevi sempre come rispondere.

Ci hai incoraggiato a imparare quante più cose è possibile: “…semmai nella vita non riusciste a fare ciò che desiderate, sarete comunque preparati ad accettare altri mestieri.” – dicevi.

Uno dei punti fermi nella mia vita da adulta è:
“Ricordati Rosita, che bisogna sempre essere onesti. Anche se pensi di farla franca nei confronti del prossimo e nessuno si accorge di una tua scorrettezza, quando la sera sarai a letto, nel momento tra la veglia e il sonno, la tua coscienza sarà lì, sempre con te.
Possiamo fregare il mondo intero ma non noi stessi.
I conti alla fine del percorso li facciamo con la nostra coscienza e con Dio.
Se tu sarai sempre onesta, supererai ogni ostacolo con la serenità dei giusti, qualunque cosa accada”.

Sono tanti i momenti vissuti assieme che fanno parte del mio bagaglio di donna adulta.

Quando mi capita di rovistare nei vecchi bauli, trovo sempre tue lettere o bigliettini di qualche ricorrenza oppure semplicemente messaggi carichi di amore e molto comici…come i messaggi lasciati sullo specchio del bagno scritti con la matita del trucco.

Una su tutte, la lettera che mi scrivesti quando a 14 anni e mezzo diventai “signorina”; così si diceva una volta.
Lì per lì non mi resi conto che per te fu un piccolo trauma come padre assistere alla trasformazione della tua bambina in donna.
Mi ha molto commosso rileggerla a questa età, perché ho capito, fra le battute divertenti, l’emotività di un padre che vede la figlia crescere.

Senza dimenticare che quel periodo fu scandito da una tua canzone, “Il tempo se ne va” che mi mise oggettivamente in crisi.

Ricordo il giorno che tu portasti a casa la bobina col brano appena inciso.
Eh già, parliamo del 1979, quando i provini dei brani di un LP o 33 giri, prima di diventare dischi in vinile, si ascoltavano su “nastro”, la “bobina”, appunto.
Quel pomeriggio, come di consueto quando lavoravi a un album, prima di chiudere il “mixaggio”, chiamasti a casa parenti e amici per un ascolto e libere considerazioni.
Quel giorno non lo dimenticherò mai.
A metà ascolto già tutti piangevano e mi guardavano con aria sconsolata. Io che non capivo se dovevo esser felice o preoccuparmi.
Alla fine tutti ad abbracciarmi mentre tu eri in silenzio con gli occhi lucidi.

Seppi solo parecchio tempo dopo, che quell’ incisione ti costò molto, in termini di emozione e che preferivi inciderla solo in tedesco per la Germania, così non eri costretto a sentirla nelle radio nostrane.

Un giorno in sala, sotto le pressioni di tutti perché lo incidessi anche in italiano, dicesti:
“Facciamo così, io vado di là in sala incisione, la canto tutta d’un fiato dall’inizio alla fine, se è buona la prima, si stampa il disco, altrimenti, non se ne fa nulla”.

Fu buona la prima.

In famiglia io sono sempre stata quella dalle “domande particolari o esistenziali”, soprattutto quando eravamo tutti riuniti a tavola.

Poco tempo fa ti ho chiesto:
“Papà, nella vita tu preferisci aver ragione o essere felice?”
“Essere felice.”
“Anch’io…”

Buona vita caro Papà
“…conta su di me, come io conto sempre su di te.”

 

 

 

 

 

 

 

34 commenti
  1. Eleonora Buratti
    Eleonora Buratti dice:

    Commoventi ed emozionanti queste parole come solo il rapporto tra padre e figlia sa essere. È importante saper raccogliere la vera eredità dei nostri cari: quello che ci hanno insegnato con le parole e con l’esempio. E mi sembra che tu ne abbia fatto davvero tesoro. Auguri al tuo papà e un abbraccio da Bologna.

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  2. DarkAryn
    DarkAryn dice:

    Bellissima lettera, si percepisce tutta la fierezza e l’amore per il proprio padre, un padre sicuramente fuori dagli schemi ma che ha saputo instillarti tanti valori.

    Tanti auguri Adriano, sei nato lo stesso anno di mia madre e un giorno prima di mio padre (che era del ‘359… curioso no?

    Grazie per tutto ciò che ci hai dato con la tua arte, per avere la lungimiranza e la costanza di voler sempre abbracciare nuove sfide.

    Mille di questi giorni!

    Rispondi
  3. Ketti
    Ketti dice:

    Ho pianto …. avrei voluto anch’io augurare buona vita al mio papà come hai fatto tu …. lettera bellissima . Il tuo papà un esempio di vita

    Rispondi
  4. Alexis
    Alexis dice:

    Sono un padre, sto facendo fatica ma è una fatica che solo un genitore conosce (un genitore che vuole esserlo).
    La mia meta è di guadagnarmi la stima che stai dando a tuo padre.
    Brava
    Ti abbraccio.
    Alexis

    Rispondi
    • Franco Bernasconi
      Franco Bernasconi dice:

      Ciao Rosita auguri per un felicissimo 2018 ricco di salute ma soprattutto di affetti e bene che come dici tu nella lettera dedicata al tuo splendido papà ,e colgo l’occasione di digli ciao Adriano auguri per un felicissimo e bellissimo compleanno carico di salute e bene grazie per emozionarci sempre .Sai Rosita i valori sono pilastri portanti di questa vita , senza questi insegnamenti purtroppo saremmo in grossa difficoltà specialmente nel mondo che ci circonda oggi , dove tutto cambia velocemente e ci si dimentica di come eravamo fino al giorno prima . Un grandissimo abbraccio. Franco Bernasconi Varese .

      Rispondi
  5. Annarita
    Annarita dice:

    Mi hai fatto scendere una lacrima. Anzi due.
    Siete una famiglia speciale.
    Dai vostri occhi viene fuori tutta la luce che avete nell’anima.
    Tutta la mia stima ai tuoi genitori e a voi figli. Buona vita a tutti!

    Rispondi
  6. Giada Zavattini
    Giada Zavattini dice:

    Leggo questo articolo mentre, in sottofondo, c’è (ovviamente!) lui: ADRIANO. E con oggi siamo a 80.

    Ricordo bene quando da piccola, parlando di lui ascoltando la sua musica, chiedevo: ma rifarà mai un concerto? Eh si, erano anni che non cantava live. E io lo chiedevo perché, quando questo evento storico -perché CELENTANO È STORIA- si fosse ripetuto, non avrei voluto perdermelo di certo.

    Il giorno di quel live, dopo anni ed anni di assenza dalle scene, arrivò. Arrivò e fu all’Arena.
    Ma io non c’ero. Papà stava già molto male. E io non potei vederlo nemmeno in diretta.
    Papà… Con cui all’Arena sarei voluta andare a vederlo. Papà che mi diceva “Azzurro è uscita quando io facevo il militare”. E me lo ripeteva ogni volta che questa canzone la sentiva da qualche parte.

    Nel 2012 mi rimase l’amaro in bocca per non aver potuto godere di questo grande spettacolo. Amaro che si andò ad aggiungere al dolore per la perdita del mio papà.

    Da piccola mi chiedevo anche come sarebbe stato avere un papà 70enne/80enne…insomma, mi chiedevo come sarebbe stato quando lui sarebbe stato più avanti con gli anni. Di fatto non lo saprò mai. Ma una cosa la so: sarebbe stato sempre il mio papà.

    Così come Celentano, per Rosita, è semplicemente PAPÀ.
    Quattro lettere per un Amore GRANDE. Quell’Amore che, da queste profonde e dolci parole, si evince tutto.
    Ed ecco Azzurro… Finalmente arriva, mentre scrivo…insieme alla mia Emozione…che non ha voce perché vive nel ricordo e lì rimane indelebile e immutata. Insieme al ragazzo della via Gluck, che in Adriano vive da sempre. E per sempre vivrà.

    Ti auguro, caro Adriano, di vivere altri cent’anni sotto il cielo più AZZURRO.
    TI auguro di non poter mai dire SI È SPENTO IL SOLE. Il sole non si spegnerà nemmeno dopo un temporale, perché a fargli da eco, ci sarà sempre L’ARCOBALENO. Con i suoi colori. Sempre.

    Buona Vita a Te caro Adriano, che hai insegnato ai tuoi figli che non tutto è dovuto e così facendo, hai insegnato loro l’umiltà
    Quell’Umilta’ che ho ebbi l’onere e l’Onore di leggere nelle parole di Rosita quando rispondeva ai nostri messaggi, o quando (addirittura? Penserete voi..) mi scrisse una mail privata e, la prima cosa che scrisse fu un “grazie”. E non scherzo affatto se affermo oggi che, a suo tempo, il mio pensiero volò subito a Te. Perché noi figli siamo esattamente il risultato di tutto ciò che i nostri genitori ci hanno insegnato.
    E se Rosita mi disse grazie, beh… Questo lo si deve al faVA (quando ao che i suoi genitori le hanno insegnato ad avere rispetto. Di tutti. Anche delle persone che la società definisce “comuni”, per distinguerle da quelle famose… E quindi grazie a voi.

    Infine un augurio lo faccio a me caro Adriano: spero di conoscerti. Prima o poi.. Beh, più prima che poi… perché io ti ho augurato altri cent’anni, è vero, ma… IL TEMPO SE NE VA (quando si dice prendere la vita con filosofia …a tal punto da esorcizzare).

    Buona Vita immenso Molleggiato!

    Rispondi
  7. Cattaneo Luigia
    Cattaneo Luigia dice:

    Stupendo,non poteva scrivere di meglio,una lettera d’amore e ammirazione,verso il proprio padre ,la capisco perché io stessa ho amato mio padre in assoluto…notte

    Rispondi
  8. Vittoria
    Vittoria dice:

    Grazie Rosita per questa splendida, nobile, condivisione di quel meraviglioso uomo che è tuo padre.
    Io sono giovane, ma penso che di artisti veri come Celentano se ne fanno ogni cento anni.
    Vittoria.

    Rispondi
  9. Alessandra Galli
    Alessandra Galli dice:

    Grazie di questa condivisione!! Stupenda vita al tuo papà e altrettanto a te…che stimo moltissimo!!!

    Rispondi
  10. Orietta
    Orietta dice:

    Rosita cara sentivo che tuo padre è un GRAN UOMO così “a pelle” tu con queste parole me lo confermi. Non sarai da meno tu.

    Rispondi
  11. Luciano Guarracino
    Luciano Guarracino dice:

    Hai vissuto e vivi tutt’ora un esperienza di vita con i tuoi genitori stupenda, purtroppo non x tutti, fanne tesoro di tutti gli insegnamenti e affetti ricevuti, e dona tutta la tua positività al prossimo, in questo mondo abbiamo bisogno di tante persone come te, tua mamma e tuo papà , x essere migliori. Un saluto e Buona Vita. Guarracino Luciano

    Rispondi
  12. Mery
    Mery dice:

    Brava, Rosita ! Hai saputo ascoltare e mettere a frutto i consigli di un GRANDE PAPÀ ! Certamente , ne sarà orgoglioso e, ne andrà fiero ! ❤

    Rispondi
  13. Sergio Nicola
    Sergio Nicola dice:

    Cara Rosita,
    la tua e una bellissima lettera al tuo papà con il quale, come per tanti altri, io e mia moglie abbiamo vissuto la nostra giovinezza, la nostra età matura e ora la nostra vecchiaia. In pratica tutta una vita accompagnata dalle bellissime e indimenticabili canzoni di tuo papà Adriano.!! Anche se io non sono famoso come il tuo papà mi piacerebbe che anche mio figlio Miche un giorno mi scrivesse una lettera come la tua.
    Grazie per avermi emozionato e tanti auguri al tuo papà Adriano.

    Rispondi
  14. Angelica
    Angelica dice:

    Mi hai fatto piangere Rosita, che meraviglia! Negli anni ‘80 ti ho invidiato il fidanzato…oggi t’invidio questo meraviglioso rapporto con tuo padre: è anche grazie a lui che sei la bella persona che sei. Auguri a voi tutti . Ti ammiro molto.

    Rispondi
  15. Gianfranco Ferreri
    Gianfranco Ferreri dice:

    Ma quanto è bella questa lettera…Rosita hai saputo in poche righe esprimere benissimo l’amore, la riconoscenza, la stima che una figlia prova per il proprio padre…si perché, giustamente, tu non vedi tuo padre come il grandissimo personaggio che noi tutti amiamo e ammiriamo ma semplicemente come tuo padre…un padre che ha saputo benissimo assolvere al mestiere di padre come si evince molto bene dalle tue parole. Questa bellissima lettera conferma (nel caso in cui ce ne fosse stato bisogno) che Adriano Celentano non solo è un grandissimo artista, ma sopratutto cosa più importante, un grandissimo uomo.
    Grazie per aver condiviso con noi fans questa bellissima lettera.

    Rispondi
  16. Maurizio di falco
    Maurizio di falco dice:

    complimenti Rosita….avere un padre come il tuo non ha prezzo,
    ma fortunato lui ad avere una figlia come te!!!!
    auguri di sempre e’ tanta felicita’.

    Rispondi
  17. Mario D'annunzio
    Mario D'annunzio dice:

    Quello che ho letto mi ha letteralmente sconvolto dentro,nel profondo dell’anima.
    Persi mio padre all’età di 13’anni ed un’anno prima mia mamma per colpa del cancro! non conobbi tanto amore dai miei genitori..ho forse non l’ho ricordo chiaramente,quello che hai scritto al tuo papà è FONDAMENTALE! QUANDO TRA PADRE E FIGLIA si à un rapporto così tutto diventa magico..
    Adesso ho 35 anni è sono un cantautore di musica Napoletana.Ascolto il tuo Papà da quando sono nato,è prima di me i miei genitori OVVIAMENTE! SEI UNA SPLENDIDA FIGLIA CON UN PAPA’ ECCEZIONALE!
    non perchè si chiama Adriano Celentano,ma perchè ti a saputo amare. notte Rosita è grazie per avermi regalato questa EMOZIONE. <3

    Rispondi
  18. Rosanna
    Rosanna dice:

    Bellissime parole dettate da cuore ! Io sono una mamma e una nonna e ho qualche anno in meno di tuo padre e di tua madre( non molti in meno )
    Ho sempre ammirato Adriano non solo come cantante e attore, ma soprattutto come uomo ( marito e padre amorevole ) . La sua vita privata è stata sempre tenuta lontano dai riflettori. Riservato e testardo come un vero capricorno, ha sempre fatto le sue scelte senza guardare in faccia nessuno e senza accettare compromessi. Questa tua lettera a papà Adriano mi ha molto commossa perchè hai esternato tutto ciò che racchiudevi nel tuo cuore con amore di figlia. Auguro ad Adriano tanta salute e a te auguro tanta fortuna e tanta felicità .

    Rispondi
  19. Carlo Paolacci
    Carlo Paolacci dice:

    Parole dettate dal Cuore, e condividerle con tutti ti fa veramente onore, ho 61 anni e sono 53 che seguo ADRIANO in primis per le bellissime e significative canzoni che ancora oggi sono d’attualita’, ma soprattutto perché tuo Padre con il successo che ha avuto e’ rimasto una persona vera e per bene rispettando tutto e tutti, cara Rosita devi esserne fiera ad avere dei genitori così.

    Rispondi

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