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La Mia Intervista al prof. Franco Berrino

Salute, cibo, scienza.

io e Berrino

(parte prima)

1-R.: Sono felicissima di avere il privilegio di intervistare il prof. Berrino, che seguo da parecchi anni.
Il prof. Berrino è stato direttore del dipartimento di medicina preventiva dell’Istituto Nazionale dei tumori, ha dedicato 40 anni alla ricerca scientifica e uno degli studi da lui promosso ha coinvolto un campione di ben mezzo milione di persone.

Quindi mi trovo di fronte non solo a un grande scienziato ma c’è anche una grande “saggezza” dietro a tutto ciò che ci dice.
Per vivere una vita in salute e felicità…
B.: La felicità è legata alla “consapevolezza”…

2-R.: Quanto influisce una giusta alimentazione su una vita sana? Una giusta alimentazione può aiutarci a farci ammalare di meno?
B.: C’è un’influenza enorme dell’alimentazione, su gran parte delle patologie croniche che affliggono l’umanità oggi, quella ricca occidentale, ma comincia anche con i popoli del terzo mondo.
L’alimentazione scorretta, innaturale, è una causa importante del diabete, delle malattie di cuore, dell’ictus cerebrale, dei tumori e delle malattie neuro-degenerative, l’Alzheimer in particolare, anche sulle malattie auto-immuni
Ecco perché abbiamo ragione di pensare che bisogna ritornare ad un’alimentazione sana, non a caso ho detto ritornare, che poi è ciò che il mondo scientifico raccomanda, è un’alimentazione molto simile a quella che tutti i popoli mangiavano prima della rivoluzione industriale.

3-R.: Lei per rivoluzione industriale intende quella ALIMENTARE, e per capire meglio di che periodo stiamo parlando, intende tutto ciò che si mangiava prima della seconda guerra mondiale?
B.: Si. Per certi aspetti questa rivoluzione è stata anche utile per rendere disponibile il cibo, ma contemporaneamente ha rotto (sfasciato) un equilibrio.
Non è stato ovviamente tutto negativo.
Se riflettiamo bene però, l’alimentazione che ci propone l’industria ha dei gravi difetti.
Uno di questi difetti è la raffinazione dei cibi.
Uno dei più grandi problemi è lo zucchero e l’altro è la raffinazione dei cereali!
Non mangiamo più il chicco di grano macinato bensì un prodotto che è stato privato delle fibre, privato del germe, privato delle sostanze nutritive più importanti che ci sono nel chicco di grano!
Un’alimentazione sempre più sterile.

4-R.: Intende “sterile” per colpa della raffinatura?
B.: No, sto proprio parlando di microbi. Giustamente i prodotti industriali sono sterili, in questo caso pensavo a un bimbo che nasce con parto cesareo, non viene a contatto con i microbi che ci sono nella vagina della mamma…la sua bocca non viene a contatto con la zona perianale della mamma per prendersi i microbi dell’intestino, magari viene allattato con un latte artificiale e con un biberon sterile, mentre nel seno della mamma ci sono i bifidobatteri, è un nutrimento batterico importantissimo per fare la sua flora intestinale.
Poi viene svezzato con degli omogenizzati industriali che sono sterili e lui non verrà a contatto con i microbi dell’ambiente.

5-R.: Diciamo che non è il massimo come partenza nella vita…
B.: Infatti. Questa è solo una delle ragioni per cui stanno aumentando tantissimo le malattie allergiche, dalle dermatiti atopiche all’asma dei bambini

6-R.: Quindi per le allergie non è solo colpa dell’inquinamento?
B.: L’inquinamento contribuisce, con genitori che fumano per esempio è più facile che i bambini diventino asmatici, però l’altro aspetto è che non si sono formati un buon sistema immunitario.

7-R.: Diciamo che se le mamme della mia generazione si fossero preoccupate di meno di rifarsi il seno e lo avessero usato per allattare i propri figli, forse oggi non ci sarebbero così tanti casi di allergie e asma?
B.: La tua e la mia generazione hanno effettivamente sbagliato spesso, indottrinati anche da noi medici che irrazionalmente consigliavamo in molti casi di non allattare, pensavamo che fosse perfettamente identico l’allattamento naturale a quello artificiale, invece l’allattamento artificiale è molto peggio dell’allattamento naturale!

8-R.: Posso dire che in questi ultimi 50 anni l’uomo ha pensato che la Natura avesse fatto le cose a “casaccio” e presuntuosamente ha pensato che lui (l’uomo) avrebbe potuto far meglio?
B.: Si… un esempio classico è proprio quello del latte artificiale.
Di donne che non possono allattare ce ne sono davvero poche, sono quasi inesistenti, per ricreare il latte materno abbiamo messo quasi il 50% in più di proteine.
Perché abbiamo pensato che il Padre Eterno si fosse sbagliato a mettere così poche proteine nel latte di mamma.
Nel latte di mucca ce ne sono 4 volte di più di proteine che in quello di mamma, il risultato è che questo eccesso di proteine favorisce l’obesità nei bambini.
I bambini allattati artificialmente è più facile che diventino dei bambini obesi. I bambini che mangiano tante proteine e i nostri bambini mangiano oggi quasi 3 volte le proteine di cui hanno bisogno è più facile che diventino bambini obesi.

9-R.: In una delle sue ultime conferenze, lei raccomanda le mamme nei primi 2 anni di vita del proprio bambino di NON prendere zuccheri per non diventarne dipendenti, anche perché la giusta quantità di zuccheri per un bambino sta nel latte materno.
B.: Da anni raccomandavo di non far assaggiare lo zucchero nel primo anno di vita, effettivamente sono stato molto contento adesso che è uscita questa raccomandazione dei cardiologi americani, la American Heart Association, che è un’importantissima associazione medica.
Hanno rivisto tutti gli studi sul rapporto fra zuccheri e patologie del cuore e fattori di rischio per le malattie cardiache.
Hanno concluso proprio con questa raccomandazione: “Non fate neanche assaggiare lo zucchero nei primi 2 anni di vita. Che gli adolescenti non consumino troppe lattine di bevande zuccherate (tipo Coca Cola, all’Esta Thè, ecc.).”

10-R.: Forse fa meglio la Birra…
B.: Beh…forse per i bambini la Birra no…(ridendo entrambi…)
Non bisognerebbe prendere più di 25gr di zucchero al giorno, sommando tutto lo zucchero che c’è in tutti i vari tipi di cibi, che poi è quello che raccomanda l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

11-R.: Io ricordo che anni fa c’era lo slogan che lo “zucchero fa bene al cervello”  in realtà è sempre stato percepito come qualcosa di innocuo.
B.: Purtroppo certi slogan sono dei piccoli imbrogli della pubblicità.
E’ vero che mantenere la glicemia costante è utile al cervello ma se tu mangi tanto zucchero la mattina a colazione, hai una risposta insulinica che ti manda in ipoglicemia ed è quest’ultima che fa male al cervello! Più mangi zuccheri e più vai in ipoglicemia, ecco perché i bambini alla fine della mattinata a scuola sono distratti, sono nervosi, sono cattivi, non possono fare attenzione alle lezioni perché non hanno zucchero nel sangue e non hanno zucchero perché hanno mangiato troppo zucchero e troppi cibi raffinati che fanno alzare tanto la glicemia.

12-R.: Lei mi ha salvato dai miei “attacchi ipoglicemici” di mezza mattinata, perché facevo una colazione carica di zuccheri (tra Krapfen, Brioches, latte e cacao, ecc.), assolutamente poco sana. A metà mattinata arrivava il calo di zuccheri e se non mangiavo subito qualcosa di dolce mi sentivo svenire…
Da quando ho cambiato abitudine, grazie a lei, e mangio frutta secca, bevo tisane (senza aggiungere zucchero), spremute, sto benissimo.
B.: Tutta la frutta secca, noci , mandorle, pistacchi, ecc. ha la proprietà di cedere zucchero molto lentamente e se associata a una fetta di pane, integrale possibilmente, rallenta la velocità di assorbimento dello zucchero del pane.

13-R.: Quando lei all’inizio parlava di cibi raffinati, si raccomandava di non farne uso perche non contengono più nulla di salutare?
B.: Contengono amidi, poche proteine ma non hanno più nulla di quegli elementi utili per la salute dell’uomo che sono contenuti nel germe e nello strato esterno, nella crusca…ma ogni tanto si possono anche mangiare.
Io quando sono a Napoli una “sfogliatella” me la mangio…
Si può oscillare, un versetto del Taò dice:
“La debolezza è la mia forza, il ritorno è la mia legge.”
Significa che tutto possiamo fare, niente è proibito, l’importante è avere il riflesso di tornare all’equilibrio.
Possiamo mangiarci una sfogliatella ogni tanto, l’importante è tornare a quello che è “il cibo dell’uomo”: cereali integrali, legumi, verdura, frutta leaginosa (frutta secca), questo come base dell’alimentazione quotidiana, seguire le Stagioni è importantissimo.

14-R.: La verdura è meglio mangiarla cruda o cotta, o al vapore magari?
B.: Dipende per quanto tempo la cuoci, la cosa importante è cuocerla al vapore ma tenerla un po’ al dente. Perché la verdura cruda, per esempio la carota cruda, di betacarotene ne mangi pochissimo perché mica riesci a rompere le cellule della carota masticando, mentre se la fai saltare in padella mantenendola ancora croccante, ammorbidisci le pareti cellulari e ne assimili molto di più.
Mentre se la cuoci a lungo, distruggi le sostanze che ci sono dentro.

15-R.: Io sono diventata vegetariana da più di 4 ann,i inizialmente per una scelta etica, ho visto come vengono torturati gli animali da allevamento intensivo, successivamente ho scoperto il potere del cibo sulla salute ma non solo, anche un beneficio mentale.
Non voglio convincere nessuno a fare ciò che faccio io, la mia personale missione è fare informazione. Informazione onesta.
Appena i miei amici hanno saputo della mia conversione alimentare hanno cominciato a farmi le classiche domande tipo: “se non mangi più carne le proteine dove prendi?”
Dopo i primi momenti di smarrimento, mi sono documentata e ho scoperto che le PROTEINE stanno ovunque, c’è solo differenza tra quelle animali e quelle vegetali.
B.: Certo. Ci sono dei vegetali che sono molto ricchi di proteine, in primo luogo i legumi ma anche i cereali. Ci sono più proteine nei legumi secchi che nella carne (fagioli, lenticchie, ceci, piselli, fave, etc.); la tipica pasta e fagioli contiene la stessa quantità di proteine che darebbe una bistecca.

16-R.: Quindi mischiando cereali e legumi si ottiene la stessa quantità di proteine composte che si assimilerebbe mangiando una bistecca?
B.: Se tu ci pensi è quello che l’uomo ha sempre mangiato da quando esiste l’agricoltura e prima della “rivoluzione industriale”; la nostra meravigliosa pasta e fagioli, pasta con le fave, le lenticchie, i ceci, le cicerchie. In Nord Africa si mangia il Cous Cous con i ceci o le verdure tutti i giorni.
La raccomandazione del Codice Europeo contro il cancro dice di mangiare tutti i giorni cereali integrali e legumi!
L’uomo li ha sempre mangiati.
In Oriente si mangia il riso con i prodotti della soia tutti i giorni, in Messico si mangia il mais con i fagioli neri.
Ci sono persone che conoscono solo le lenticchie per Capodanno con lo zampone…

17-R.: Poi ci sono quelli che dicono che non mangiano i legumi perché “gonfiano”…
B.: Certo che ti gonfiano se non hai i microbi giusti nell’intestino che ti aiutano a digerire le fibre dei legumi. Comincia con un cucchiaio al giorno e poi comincerai a nutrire i microbi buoni che sono quelli che sono capaci di aiutarti a digerire i legumi, poi potrai mangiare tranquillamente i legumi.
L’importante è non cambiare improvvisamente alimentazione.
Basta introdurre gradualmente i cereali integrali e i legumi.

18-R.: Altra domanda tipica è: come fai con il ferro? Non si diventa “anemici” senza mangiare la carne rossa?
B.: Intanto bisogna capire quale sono le cause dell’anemia, spesso le donne che hanno il ciclo molto abbondante, quindi perdendo sangue perdono ferro.
Va bene prendere qualche prodotto di carne come medicina, io piuttosto di mangiare una bistecca, per un paio di mesi una volta a settimana preferisco mangiare una fettina di fegato che contiene molto più ferro che nella carne…magari scegli un animale che sia stato rispettato e che abbia mangiato bene!!!
C’è tanto FERRO anche nei VEGETALI, per esempio le lenticchie sono ricche di ferro, l’insalata di Chioggia, il radicchio rosso.
E siccome c’è tanto ferro nei vegetali è meglio associare il LIMONE al pasto perché il limone favorisce l’assorbimento del ferro.
E’ meglio non pasteggiare con il thè, non prendere il caffè dopo pranzo, perché impediscono l’assorbimento del ferro.
Questi sono un po’ di accorgimenti per approfittare un po’ di più del ferro dei vegetali.
Normalmente i vegetariani hanno la stessa quantità di ferro e di  “ferritina” dei carnivori.
Comunque se uno è molto carente di ferro può, per un periodo, mangiarsi tutte le settimane una bella pasta asciutta con le vongole che sono ricchissime di ferro, è una meravigliosa cura per l’anemia.

19-R.: Vogliamo sfatare la leggenda che il latte aiuta a mantenere il calcio nelle ossa e non fa venire l’osteoporosi alle donne in menopausa?
B.: C’è questo mito del “latte” nel mondo medico, questa raccomandazione insistente.
E’ sorprendente perché noi medici siamo profondamente ignoranti sull’alimentazione, non la studiamo a scuola, non ne sappiamo assolutamente nulla in media, ci sono poi le eccezioni.
La classica raccomandazione per prevenire l’osteoporosi e per prevenire le fratture, che sono un problema serio nell’età anziana, è che bisogna mangiare latte e formaggio:
”…mi raccomando signora, mezzo etto di parmigiano al giorno…”
Ci sono questi LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti) che dicono che per le donne in menopausa bisogna mangiare almeno un grammo e mezzo di calcio al giorno ma è difficile se non si mangia il formaggio, perché ci sono pochi alimenti così ricchi di calcio come il formaggio stagionato, quello ricco di sale, di grassi, di grassi saturi, quello che ti fa aumentare la pressione, che ti fa aumentare il colesterolo, etc.
invece non c’è nessun bisogno di mangiare latte e formaggio!
Nel nostro studio, quello di cui accennavi fatto su un campione di 500 mila persone, siamo andati a vedere chi ha avuto la frattura dell’anca.
Il risultato è stato molto interessante perché il rischio di avere una frattura dell’anca AUMENTA linearmente con il consumo di carne.
Più latte e formaggio si mangiano, non cambia rigorosamente niente!
Più carne si mangia e più ci si rompe le ossa!
Più verdura si mangia e meno si rompono le ossa!
Nessuno studio ha mai trovato una riduzione delle fratture in rapporto al consumo di latte e formaggio, alcuni studi hanno trovato un aumento della densità ossea ma sulle fratture assolutamente nessun effetto.
Quindi, se uno vuole mangiare formaggio lo faccia perché gli piace, ma non c’è nessuna ragione di mangiarlo per la salute.
Perché da un lato il formaggio ci da il calcio, ma dall’altro ce lo fa perdere, perché sono le proteine animali che sono molto acidificanti.
L’ipotesi più parsimoniosa che possiamo fare è che la carne aumenta il rischio di fratture perché ci fa perdere il calcio dalle ossa.
Quindi il formaggio con le sue proteine animali, da una parte ci fa perdere il calcio dalle ossa e dall’altro ce lo da.
Quindi la carne fa male, il formaggio non fa niente.

20-R.: Un’altra cosa che mi ha profondamente colpito di lei professore è che non si limita a parlare di alimentazione come condizione per “vivere bene e in salute”.
Lei ci ricorda che il benessere fa parte di uno STILE DI VITA molto più completo.
Non basta quindi mangiar bene, bisogna anche alimentare lo SPIRITO e tenere il corpo in MOVIMENTO.
3 cose fondamentali per vivere bene:
cibo
movimento
spiritualità
In modo che l’uomo si riappropri di una felicità interiore oltre che esteriore che gli permetta di vivere bene la vita sia mentalmente che fisicamente?
B.: E’ così effettivamente.
Quando sono andato in pensione un paio di anni fa…non abbiamo mai voglia di smettere “meno male”…dico io.
Abbiamo fondato La Grande Via, questa associazione in collaborazione con questo giovane collega il dott. Luigi Fontana, che si occupa di “longevità”. (lagrandevia.it)
Ne “La Grande Via per la Longevità in Salute”, abbiamo la presunzione di dare delle informazione di cui la gente possa fidarsi perché abbiamo una solida base scientifica.
Raccomandazioni di mangiare bene, mangiar poco, fare movimento anche inteso come cambiamento delle abitudini.
La biodiversità nel piatto.
La vita spirituale, la meditazione, non abbiamo inventato niente, sono cose che si raccomandano da migliaia di anni nelle grandi tradizioni sapienziali.
Quello che c’è di nuovo oggi è che si conoscono anche i meccanismi biologici. La scienza ha permesso di darci una prova molto solida di come agisce il cibo per mantenerci in buona salute o per danneggiarci, di come agisce l’attività fisica e di come agisce anche la nostra mente.
La nostra vita spirituale può influenzare l’attività dei nostri geni.
Nessuno può cambiare i nostri geni, sono quelli che abbiamo preso dai nostri genitori e non c’è niente da fare.
Possiamo però agire nel senso di attivarne alcuni e spegnerne altri.
E questo lo si fa proprio con le molecole dei cibi.
Per esempio l’attività fisica e la meditazione hanno questo effetto di attutire l’attività dei geni che causano infiammazione.
Questo piccolo livello di infiammazione cronica che abbiamo tutti, che è alla base di molte delle malattie croniche di oggi.

21-R.: Come si fa a sapere seabbiamo questa infiammazione?
B.: Basta fare un esame del sangue molto banale, si misura per esempio la proteina C reattiva. E una proteina prodotta dal fegato quando c’è uno stato infiammatorio, i valori normali stanno fra 0 e 5, ma chi sta vicino al 5 anche se sta all’interno dei valori normali, ha per esempio una maggiore probabilità di ammalarsi di cancro, rispetto a chi sta verso lo 0.
Ovviamente è meglio stare verso lo 0.
Anche chi ha avuto un tumore, se sta vicino al 5 o sopra al 5 ha una probabilità maggiore di avere delle metastasi.
Per cui bisogna lavorare per tenere basso lo stato infiammatorio.
Possiamo lavorare con il cibo, per esempio riducendo il cibo animale, eccetto il pesce, perché il grasso del pesce ha un’azione antiinfiammatoria.
Più piccolo è il pesce e meno inquinato è, visto che abbiamo avvelenato tutti i mari.
E non ultimo, facendo attività fisica regolarmente riduciamo il nostro stato infiammatorio.

22-R.: Professore lei ha sempre detto di fare almeno 40 minuti di attività aerobica, giusto?
B.: 
E’ sufficiente una camminata veloce al giorno tra mezzora e un ora è l’ideale, più di un ora non serve.

23-R.: Se ballo per mezzora a casa, io che adoro ballare?
B.: Se balli per mezzora va benissimo! Anzi il ballo è una splendida attività aerobica. Non solo l’aerobica anche la resistenza è importante per i muscoli e per le ossa.
La gente dice che non ha tempo, ma se ci pensate bene, mezzora al giorno si trovano.
Non è soltanto l’attività fisica che fa bene, è lo stare seduti che fa male.
A parità di attività fisica chi guarda più televisione o al computer ha una salute peggiore, ha una mortalità maggiore.
Non è soltanto perché non fai  attività fisica che ti fa male la vita sedentaria.
E’ la vita sedentaria per se che fa male!
Io penso che lo stesso valga per la nostra mente, qui non ci sono prove scientifiche.
Se tieni la mente al riposo nel senso che non la agisci tu ma sei agito dalle informazioni o le immagini che ricevi, una vita mentale del tutto passiva, è probabile che faccia altrettanto male.
Liberare la mente invece nel processo di meditazione, nel processo di preghiera è una cosa che fa bene ed è dimostrato.
Non liberare la mente guardando televisione.

24-R.: Lei fa tanta meditazione?
B.: La faccio quotidianamente da tanti anni. Ho avuto la fortuna di incontrato un maestro di yoga da ragazzino, così ho cominciato da adolescente a praticare meditazione.
E’ molto bello fare meditazione in qualunque momento della vita quotidiana.
Mentre si cammina in montagna, il passo che ti da un ritmo, tu ti concentri sul tuo passo.
Vi consiglio di fare meditazione mentre lavate i piatti, è una cosa fantastica…

25-R.: Vivere l’attimo fino in fondo…
B.: C’è da dire che la nostra grande tradizione occidentale non è tanto la meditazione quanto la preghiera.

26-R.: Quindi la ritualità delle donne di un tempo nel recitare tutti giorni il rosario assieme in chiesa, ha un valore salutare oltre che spirituale?
B.: Mi son sempre chiesto; ma chissà cosa ci trovano nell’andare tutti i giorni a recitare il Rosario, ma che noia infernale dev’essere questa roba qua…
Invece oggi si sta dimostrando che la recitazione del Rosario è bellissima perché ti rallenta il ritmo del respiro.
Gli studi sono stati fatti sulla recitazione dell’Ave Maria in latino, può anche darsi che funzioni in Italiano, ma scorre meno in italiano invece che in latino.
Io consigliere per chi recita il Rosario di tornare al latino.
Rallenti il ritmo del respiro; invece di fare 12 respiri al secondo fai circa 6 respiri al secondo.
Ti metti in armonia con dei ritmi naturali del nostro corpo che variano 6 volte al secondo.
L’effetto è ridurre lo stress, ridurre l’attività del sistema simpatico, aumentare l’attività del vago, tranquillizzare, mettere in pace i nostri organi.

27-R.: Perché ancora oggi, nonostante tutto quello che si è scoperto e che lei stesso continua a dire da anni ormai negli ospedali e nelle scuole, continuano a servire pasti in contrasto con quello che oggi l’alimentazione preventiva ci dice?
Io vedo delle incoerenze…
B.: Io penso che siano controindicate e purtroppo nel mondo medico non c’è una cultura sull’alimentazione. Tutti noi siamo degli specialisti, un medico che cura i tumori conosce tutto sui farmaci, sui nuovi studi ma forse non ha tempo di leggere gli studi sul rapporto fra l’alimentazione e la prognosi sui tumori, per esempio.

28-R.: Possibile che a nessuno specialista sia venuta voglia, anche solo per curiosità, di capire quanto c’è di vero sul rapporto cibo-salute?
B.: Sarebbe meglio fare un’alimentazione antinfiammatoria per esempio…
Effettivamente c’è un grande problema;  tutti noi pensiamo che le cose di cui non ci occupiamo non siano così importanti come le cose di cui ci occupiamo.
Io penso che sia questo il meccanismo che fa parte un po’ della natura umana. Per cui non diamo importanza a delle cose che potrebbero essere invece molto importanti. C’è un’inerzia, nel cambiamento.
Oramai le prove sono molto solide.
Con l’alimentazione possiamo aiutare, per esempio, l’efficacia delle terapie oncologiche. Perlomeno consideriamoli magari anche solo degli indizi non delle prove sicure al 100%, ma perché non mettere in pratica queste cose che non fanno male?
Invece c’è una stolidità amministrativa, una stolidità da parte di noi medici.
Quando un medico dice al paziente “mangi quello che vuole”, lo dice perché non sa, dovrebbe dire “sono ignorante, mi scusi, non so darle il consiglio giusto…” quando il paziente chiede cosa deve mangiare.
Invece si tende a dire “mangi quel che vuole che non è importante…”
E’ triste.
Se il paziente mangia la carne prima dell’intervento chirurgico, è probabile che abbia maggior rischio di complicazioni infiammatorie.
Prepariamo il nostro corpo, assicuriamoci che l’intestino funzioni bene prima di avere una terapia pesante come una chemioterapia o un intervento chirurgico, o una radioterapia.
Poi assicuriamoci anche che non si mangino delle cose che ostacolino l’efficacia di queste terapie.
Per esempio; la radioterapia uccide le cellule tumorali perché fa aumentare i radicali liberi, quindi è sensato dare un consiglio al malato di non avere un’alimentazione troppo ricca di sostanze antiossidanti, di non prendere delle pillole antiossidanti, perché questo potrebbe ostacolare addirittura l’efficacia della terapia.
Molte chemioterapie anche uccidono le cellule tumorali facendo aumentare i radicali liberi…poi ci sono dei malati che hanno sentito dire che serve e si prendono dei beveroni centrifugati di frutta e verdura e questo potrebbe anche essere negativo…

29-R.: Lei di fatti ha spesso spiegato che non bisogna sostituire ciò che la natura ci da, con concentrati.
B.: Sono fondamentali le misure di tutto. Ci sono tanti piccoli accorgimenti, anche se non abbiamo la prova sicura che le cose stiano così, comunque fare una dieta antinfiammatoria non fa certamente male a un malato di tumore.

30-R.: E’ vero che l’intestino ha un ruolo davvero importante sul benessere generale di ognuno di noi? E che un intestino trascurato potrebbe esser fonte di diverse malattie?
B.:
E’ sempre più chiara l’importanza dei microbi che ci sono nell’intestino. E’ sempre più chiaro il pericolo che c’è nelle terapie antibiotiche quando non sono necessarie.
Gli antibiotici posso salvare la vita naturalmente però bisogna essere molto prudenti nelle terapie antibiotiche.
Soprattutto i pediatri devono stare molto attenti con i bambini, perché una terapia antibiotica nel primo anno di vita può rovinargli la vita perché gli altera la maturazione, gli impedisce la crescita del suo sistema immunitario.
Diciamo che il 90% degli antibiotici che sono prescritti ai bambini sono totalmente inutili e sono anche pericolosi.
Le ragioni per cui gli antibiotici vengono prescritti a volte sono ragioni piuttosto ignobili, delle ragioni di medicina difensiva.
La prescrizione degli antibiotici per telefono si fa abitualmente, così se il bambino muore nella notte nessuno può accusare di non avergli dato l’antibiotico.

31-R.: Non esiste più la figura del “medico di famiglia” come una volta che sapeva fare la diagnosi giusta e consigliava saggi e sani metodi delle nonne che non erano a base di medicine ma di “buon senso”?
B.: Vale la pena di vedere il bambino prima di consigliare un medicinale e soprattutto bisogna saper tranquillizzare la mamma.

32-R.: La prevenzione? Non trova che ci sia del terrorismo nella prevenzione..?
B.: L’argomento è complesso, ci sono degli abusi nelle raccomandazioni sull’uso dei farmaci e nell’uso dei vaccini, ma i farmaci servono anche.

33-R.: Dopo i 40 anni fare mammografia al seno ogni anno…dopo i 50 controllare la prostata ogni anno.
A volte non è meglio non scoprire certe cose?
B.: A volte è meglio non scoprirle, effettivamente, è un discorso molto difficile e complesso da risolvere cosi in pochi minuti in questa chiacchierata.
Poi c’è sempre una componente che è molto sgradevole che è quella del business.
Le uniche cose che vengono veramente proposte con insistenza sono delle azioni di medicina preventiva che comportano far girare molti soldi.
Mentre invece sulla prevenzione che può ostacolare il business, si va molto più cauti.
Mentre sarebbe molto più importante una prevenzione che per esempio insista sul non usare lo zucchero, ridurne la quantità.
Ridurre la quantità di carne che mangiamo, e di privilegiare i cibi non industrialmente raffinati, sono delle raccomandazioni che danneggiano comunque degli interessi.
La raccomandazione che, non è mia, ma è di nuovo dell’Università Mondiale della Sanità, di evitare completamente le bevande zuccherate, è qualche cosa che danneggia degli interessi pesanti, ecco perché è difficile convincere un ospedale oncologico importante come quello dove io ho lavorato per 40 anni, a non mettere i distributori di bevande zuccherate ad ogni piano.
Quando già ci sono degli studi che mostrano che se un malato oncologico beve le bevande zuccherate ha una prognosi peggiore.
Ci sono delle cose che devono farci riflettere…parliamone, parliamone perché parlandone magari scatterà qualche meccanismo che faciliterà dei cambiamenti..!

34-R.: E’ chiarissimo il suo messaggio, sono felice di aver avuto il privilegio di parlare con lei…
Una cosa che mi ha colpito che lei ha detto è: “cuciniamo con amore perché quel sentimento nutra chi mangia quel piatto…”
B.: Cucinare è una buona occasione per praticare la meditazione. Cuciniamo con consapevolezza, se lo facciamo con fatica e disgusto, quel cibo magari non ci farà bene alla salute.
…è un’arte meravigliosa in cui possiamo esprimerci…
Forse oggi abbiamo la prova che cucinare con amore fa bene per te, perché cucinare con amore significa cucinare con consapevolezza, ed è qualcosa che agisce sul nostro sistema nervoso e agisce anche sull’attivazione e spegnimento dei nostri geni.
Magari un giorno la scienza dimostrerà che fa bene anche agli altri…ma nel frattempo cuciniamo comunque con amore.

35-R.: Un ultima cosa; l’ostacolo più difficile è cambiare le nostre abitudini?
B.: Il grande problema è proprio quello, le abitudini sono davvero la nostra schiavitù!

…ci sono poi degli enormi interessi che fanno si che vengano date delle informazioni volutamente sbagliate ma questo è un altro problema…

Grazie di cuore prof. Berrino!
Buona Vita…